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“Il binomio Italia-casa continuerà ad esistere e resistere”: Daniele Scatassi al Tiburno.tv

Daniele Scatassi gestisce cinque agenzie insieme a due soci e analizza il mercato immobiliare dopo il mini-lockdown di Conte

Il settore immobiliare, storicamente, è uno dei più capaci di rinnovarsi. Lo ha fatto anche durante questa emergenza Covid, ma ora il mini-lockdown varato da Conte sabato scorso quali prospettive fornisce? Ne abbiamo parlato con Daniele Scatassi, 36 anni, titolare insieme ai soci Vincenzo Ceravolo e Fabiana Bellanca di cinque agenzie affiliate al Gruppo Tecnocasa nel Nord-Est. I suoi uffici hanno gestito lo scorso anno circa 1.300 valutazioni immobiliari e 4.500 appuntamenti di vendita.

Come ha ripreso il mercato immobiliare dopo il lockdown di primavera?

Durante la crisi da Coronavirus è stato duro il colpo accusato a livello anche economico e di conseguenza temevano le peggiori conseguenze per il mercato immobiliare.

La chiusura forzata delle agenzie in tutta Italia così come nel nord est romano, ha congelato compravendite e il settore stesso, facendoci ripiombare nei brutti ricordi della crisi finanziaria del 2008.

Ad oggi, sebbene la seconda ondata sia in atto, il mercato della casa sembra aver resistito. Indice sono le numerose richieste di clienti che ci arrivano ogni giorno dai vari canali del Gruppo Tecnocasa, a conferma che il bene casa è al centro dell’interesse, non solo economico, degli italiani.

C’è richiesta di immobili? Hanno caratteristiche diverse da prima del lockdown?

La domanda immobiliare come dicevo è vivace e i mesi del lockdown hanno fatto capire ancora meglio alle famiglie quali sono e possono essere le esigenze in tema di abitazione. Si sono fatte riflessioni e ci si è focalizzati nel comprendere quali siano gli spazi necessari, ovviamente il tutto alla luce delle disponibilità di spesa. Riceviamo quotidianamente molte richieste di immobili che abbiano spazi esterni, come giardini e terrazzi, esigenza emersa durante la pandemia che oggi si sta concretizzando e andando a modificare la domanda immobiliare verso tagli più ampi e abitazioni di qualità.

Di certo in tutto questo ha influito il nuovo modo di vivere la casa, in particolare legato alle nuove modalità di lavoro. Con questa pandemia lo smartworking si è diffuso in maniera decisa e di conseguenza ciò ha portato i clienti a scegliere e ricercare immobili con i giusti spazi anche per svolgere la propria professione, oltre che vivere la casa al meglio, dato il maggior tempo di permanenza rispetto agli anni passati.

Possiamo dire che mai come nel 2020 siamo stati così tanto tempo a casa.

Come possiamo riassumere il mercato immobiliare del 2020?

Il 2020 del settore immobiliare fino a Marzo era in salute e ci mostrava, di nuovo, dei trend che attendevamo da anni. Nelle nostre zone non aumentavano i prezzi ma aumentavano il numero di compravendite. Insomma, era vivace e dinamico.

Poi siamo entrati nei mesi del lockdown, marzo e aprile, il mercato si è praticamente bloccato. In questo periodo, ovviamente, la maggior parte delle transazioni portate a termine ha riguardato accordi fatti prima della pandemia.

Usciti di casa, il mercato immobiliare ha ripreso a camminare. Reagendo bene all’urto subito, complici anche i tassi di interesse molto bassi a favore di un finanziamento più sostenibile.

Inoltre, come avevamo previsto, dopo aver trascorso due mesi chiusi in casa, i clienti hanno cercato maggiormente case più ampie, luminose e con spazi esterni. Tantissimi clienti che stanno cercando nelle nostre zone arrivano da Roma. Visto che, i prezzi nei nostri comuni inferiori a quelli della Capitale, riceviamo molte richieste da parte di coloro interessati a immobili di ampia metratura poiché nella città il prezzo sarebbe ancora inaccessibile.

Cosa ha tenuto vivo il mercato immobiliare?

Sicuramente un elemento che ha tenuto tutto vivo è il mercato dei mutui. Le banche centrali hanno abbassato molto i tassi di interesse e ottenere un mutuo conveniente è molto più semplice degli anni passati.

Non mi sento di dire che il mercato immobiliare sia riuscito a scampare alla crisi provocata dalla pandemia, ma il nostro dovere è quello di continuare a fare il nostro lavoro, restando vicini ai clienti e mettendocela tutta per supportarli nel delicato momento della compravendita, in ogni fase e con ogni strumento necessario a dar loro un servizio professionale a favore anche della tranquillità della famiglia.

Un nuovo lockdown può creare problemi?

C’è la paura di un nuovo lockdown e il timore che tutto questo rallentamento economico possa portare al collasso di tutti i mercati, ma credo che oggi tutte le imprese Italiane si stanno dedicando con responsabilità a fare bene anche in un momento come questo.

Noi ci siamo sempre dedicati al fare bene le cose e soprattutto rispettare il cliente e le sue esigenze. Vogliamo continuare, anzi miglioraci ancora di più per dare un servizio ancora più efficiente. Far parte del più grande gruppo immobiliare italiano come Tecnocasa è di certo un elemento fondamentale: Tecnocasa da sempre ha investito in strumenti, formazione e tecnologia. Quest’ultima si è rilevata sostanziale in questo momento e il Gruppo ha quindi deciso di investire ancora di più creando nuovi strumenti e potenziando quelli già in essere affinché tutti noi affiliati fossimo messi nelle migliori condizioni per fornire al cliente il massimo supporto durante la compravendita. In particolare è stata accelerata la digitalizzazione per dialogare al meglio con i nostri clienti anche a distanza.

I problemi che rischiano di rallentare il mercato, secondo me, potrebbero essere legati all’occupazione, tema nodale per il sostentamento dell’economia del Paese e delle famiglie.

Ci auguriamo inoltre che le politiche finanziarie continuino nel tenere i tassi bassi, elemento che ci permette di far sì che i mutui vengano erogati e l’accesso al credito sia più fluido.

Come vede i prossimi mesi?

Di certo non sarà un periodo facile e le incognite sono tante. Tuttavia per il prossimo futuro prevedo che, a prescindere da futuri lockdown o restrizioni, il binomio Italia-casa sia un legame così forte che continuerà ad esistere e resistere. Le famiglie italiane dedicano tutti i loro sacrifici e i loro risparmi alla casa. La proprietà immobiliare è radicata e quando pensiamo famiglia, pensiamo subito a quel luogo degli affetti chiamato casa.

Colgo l’occasione per invitare, chi fosse interessato, alla conferenza stampa nazionale del gruppo Tecnocasa il giorno 11 Novembre 2020.


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